Farmaci per l'Induzione del Parto

Generalità

I farmaci per l'induzione del parto vengono somministrati nei casi in cui è necessario intervenire per indurre e/o favorire il travaglio del parto.

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Chiaramente, questi farmaci possono essere utilizzati solo ed esclusivamente da personale medico in ambito ospedaliero e solo nei casi di effettiva necessità, poiché sono in grado di causare effetti collaterali talvolta gravi e poiché il loro impiego non è certo privo di controindicazioni.

Per queste ragioni, l'induzione farmacologica del parto è un intervento medico che può essere messo in atto solo quando tale azione comporta dei benefici maggiori e rischi minori, sia per la madre che per il feto, rispetto all'attesa dell'inizio spontaneo del travaglio. A onor del vero, questa affermazione non vale solo per quel che riguarda l'induzione farmacologica del parto, ma è altrettanto valida per quella di tipo non farmacologico.

Cosa sono

Cosa sono i Farmaci per l'Induzione del Parto?

Quando si parla di farmaci per l'induzione del parto ci si riferisce ad un gruppo di medicinali realizzati con principi attivi capaci di stimolare e favorire le contrazioni uterine e in grado di favorire la maturazione della cervice, quindi il rilassamento della muscolatura presente in quest'area. In questo modo, i suddetti farmaci sono in grado di stimolare, indurre e favorire il travaglio del parto e la nascita del bambino.

Questi principi attivi possono avere origine naturale, oppure rappresentare gli analoghi sintetici di molecole naturalmente presenti nel corpo implicate nei meccanismi che inducono il parto. In qualsiasi caso, i farmaci in questione - anche se ottenuti per via sintetica - sono tutti capaci di mimare gli effetti di molecole endogene coinvolte nell'insorgenza spontanea del travaglio.

Indicazioni Terapeutiche

Quando si Possono Utilizzare i Farmaci per l'Induzione del Parto?

Le indicazioni d'uso dei farmaci per l'induzione del parto riguardano tutti quei casi in cui è necessario intervenire inducendo il travaglio, sia per salvaguardare la salute del bambino che per salvaguardare la salute della madre. Più nel dettaglio, i farmaci per l'induzione del parto sono indicati nei seguenti casi:

  • Gravidanza protratta oltre il termine;
  • Rottura delle membrane dopo la trentaquattresima settimana in assenza di un travaglio spontaneo;
  • Presenza di particolari condizioni fetali e/o materne che richiedono un intervento immediato e l'induzione del parto (ad esempio, pre-eclampsia, diabete mellito, ecc.);
  • Morte fetale endouterina.

Tipologie

Tipi di Farmaci per l'Induzione del Parto

I farmaci per l'induzione del parto attualmente impiegati in ambito terapeutico sono sostanzialmente di due tipi: l'ossitocina e le prostaglandine. Entrambi questi tipi di farmaci sono capaci di stimolare le contrazioni uterine e di indurre il rilassamento della cervice, favorendo in questo modo la comparsa del travaglio di parto e la nascita del bambino. In funzione della specialità medicinale che il medico decide di utilizzare, i farmaci possono essere somministrati per via locale a livello vaginale, oppure per via parenterale tramite infusione endovenosa.

In commercio esistono farmaci per l'induzione del parto a base di prostaglandine di diverso tipo: alcune di esse vengono utilizzate per favorire il travaglio e la nascita del feto vivo; altre, invece, sono indicate solo ed esclusivamente per indurre il parto in caso di morte fetale endouterina. Ad ogni modo, di seguito verranno brevemente descritte le principali caratteristiche sia dell'ossitocina che delle prostaglandine impiegate in quest'ambito.

Ossitocina

Ossitocina per Indurre il Parto

L'ossitocina è un ormone prodotto naturalmente dall'organismo che riveste numerose funzioni all'interno di esso. Al termine della gravidanza, tale ormone è responsabile della stimolazione delle contrazioni uterine e dell'induzione del travaglio.

L'ossitocina ottenuta per via sintetica rientra nella composizione di farmaci per l'induzione del parto somministrati alla gestante per via endovenosa da personale sanitario specializzato solo ed esclusivamente in ambito ospedaliero.

Meccanismo d'azione

I farmaci per l'induzione del parto a base di ossitocina (Syntocinon®) agiscono in maniera analoga all'ormone naturalmente prodotto dal corpo. Più nel dettaglio, l'ossitocina in essi contenuta si lega agli appositi recettori per l'ossitocina (recettori legati a proteine G) presenti a livello uterino. Una volta avvenuto il legame, i recettori si attivano provocando una cascata di segnali che porta alla contrazione della muscolatura liscia dell'utero con conseguente induzione del travaglio e del parto.

Effetti Collaterali

I farmaci per l'induzione del parto a base di ossitocina possono causare effetti collaterali esattamente come può avvenire con la somministrazione di qualsiasi altro farmaco, anche se il principio attivo in questione possiede origini naturali. Ad ogni modo, fra i principali effetti avversi che possono manifestarsi, ricordiamo:

Naturalmente, benché l'ossitocina abbia origini naturali, in seguito all'assunzione di medicinali che la contengono, non si può escludere la possibilità d'insorgenza di reazioni allergiche in pazienti sensibili.

Lo sapevi che…

Le specialità medicinali a base di ossitocina possono essere utilizzate anche per il trattamento di eventuali emorragie post-partum. Ad ogni modo, per maggiori informazioni circa le indicazioni terapeutiche, il meccanismo d'azione, la posologia e gli effetti collaterali dell'ossitocina, leggi anche l'articolo specifico: Ossitocina come Farmaco.

Dinoprostone

Dinoprostone per Indurre il Parto

Nel gruppo delle prostaglandine rientranti nella composizione di farmaci per l'induzione del parto ritroviamo il dinoprostone, ossia la prostaglandina naturale E2. Si tratta, appunto, di una prostaglandina che si trova all'interno di medicinali di diverso tipo formulati per la somministrazione locale a livello vaginale (gel vaginale, dispositivi vaginali), oppure formulati per la somministrazione per via endovenosa (soluzione iniettabile).

Meccanismo d'azione

Il dinoprostone (Propess®, Prostin E2®) altro non è che la prostaglandina naturale E2. Essa svolge un ruolo fondamentale al termine della gravidanza in quanto è responsabile della maturazione della cervice, ossia delle modificazioni che provocano un marcato rilassamento della muscolatura liscia cervicale del collo dell'utero, dilatandolo e favorendo così il passaggio del bambino attraverso il canale del parto.

Effetti Collaterali

Analogamente a quanto detto per i farmaci per l'induzione del parto a base di ossitocina, anche quelli a base di dinoprostone possono provocare effetti collaterali. Fra questi, ricordiamo:

  • Ipertonicità uterina;
  • Rottura uterina;
  • Sintomi vagali transitori;
  • Ipotensione o ipertensione;
  • Nausea e vomito;
  • Reazioni nel sito di somministrazione;
  • Disturbi della frequenza cardiaca nel feto;
  • Morte fetale nei casi più gravi.

Anche in questo caso, nonostante il dinoprostone sia la prostaglandina naturale E2, è possibile che, in seguito alla somministrazione di farmaci per l'induzione del parto che lo contengono, si verifichino reazioni allergiche in pazienti sensibili

Lo sapevi che…

Il dinoprostone può essere utilizzato sia per l'induzione del parto in presenza di feto vivo, sia per l'induzione del parto in caso di morte fetale intrauterina.

Morte Fetale

Uso dei Farmaci per l'Induzione del Parto in caso di Morte Fetale Intrauterina

Come accennato nel capitolo dedicato ("Indicazioni"), l'uso di farmaci per l'induzione del parto è indicato anche in caso di morte fetale intrauterina. In simili situazioni, si ricorre alla somministrazione di prostaglandine di tipo sintetico, quali:

  • Il sulprostone (analogo sintetico della prostaglandina E2);
  • Il gemeprost (analogo sintetico della prostaglandina E1).

Sulprostone

Il sulprostone (Nalador®) è un analogo sintetico della prostaglandina E2. Esso viene somministrato attraverso un'infusione endovenosa e agisce stimolando la muscolatura liscia uterina, favorendo la contrazione del corpo dell'utero e la costrizione dei vasi uterini. In questo modo, si assiste ad un rapido, seppur delicato, distacco della placenta dal corpo uterino e all'espulsione del feto. Oltre a questo, il sulprostone è altresì in grado di indurre una delicata e lenta dilatazione del canale cervicale, facilitando e talvolta evitando la dilatazione meccanica.

Fra i possibili effetti collaterali indotti dalla somministrazione di sulprostone ricordiamo: ipotensione o ipertensione, bradicardia, edema polmonare, broncospasmo, spasmo gastrico, rottura dell'utero e reazioni allergiche in pazienti sensibili.

Lo sapevi che…

Il sulprostone è indicato non solo per indurre il parto in caso di morte fetale intrauterina, ma anche nei casi in cui sia necessario indurre l'aborto per indicazioni materne o fetali e nel caso in cui sia necessario trattare emorragie post-partum.

Gemeprost

Il gemeprost (Cervidil®) è un altro principio attivo impiegato per indurre il parto in caso di morte fetale intrauterina. A differenza del sulprostone, esso è un analogo sintetico della prostaglandina E1. Il gemeprost è disponibile in farmaci per l'induzione del parto da applicare localmente e, più precisamente, in forma di ovuli vaginali. Una volta somministrato, esso è capace di stimolare le contrazioni uterine e di favorire la dilatazione della cervice, consentendo in questo modo l'espulsione del feto.

Fra gli effetti collaterali che possono manifestarsi in seguito alla somministrazione di gemeprost, ricordiamo: ipotensione o ipertensione, palpitazioni, nausea e vomito, diarrea, vertigini, mal di testa, spasmi coronarici, reazioni allergiche in pazienti sensibili.

Lo sapevi che…

Oltre a far parte dei farmaci per l'induzione del parto, il gemeprost può essere utilizzato per ammorbidire la cervice anche in caso di aborto e quando è necessario eseguire interventi strumentali diagnostici (ad esempio, biopsia dell'endometrio), interventi chirurgici (raschiamento) o quando è necessario inserire dispositivi intrauterini (IUD).

Controindicazioni

Controindicazioni all'uso di Farmaci per l'Induzione del Parto

Benché i farmaci per l'induzione del parto presentino controindicazioni che possono variare in funzione del principio attivo che contengono, vi sono condizioni comuni nelle quali il loro uso è controindicato. In linea generale, è possibile affermare che il ricorso alla somministrazione di farmaci per l'induzione del parto non è indicato nei seguenti casi:

  • Allergia nota al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti contenuti nel farmaco per l'induzione del parto che si deve impiegare;
  • Sproporzione cefalo-pelvica rilevante (in altre parole, è una condizione nella quale la testa del bambino è troppo grande per poter passare attraverso il bacino della madre);
  • Presenza di placenta previa;
  • Infezioni virali nella madre (ad esempio, HIV, HCV, Herpes in fase attiva, ecc.);
  • Presenza nella madre di traumi pregressi al bacino;
  • Precedenti interventi chirurgici all'utero di diverso tipo (inclusi eventuali precedenti parti con taglio cesareo);
  • Presenza di anomalie anatomiche nel feto per cui il parto naturale potrebbe rappresentare una controindicazione;
  • Presenza di anomalie cardiovascolari fetali.

Inoltre, è bene precisare che i farmaci per l'induzione del parto utilizzati in caso di morte fetale endouterina - ad eccezione del dinoprostone - NON devono essere utilizzati per indurre il travaglio quando il feto è vivo. Ad ogni modo, si ricorda nuovamente che tutti i farmaci per l'induzione del parto possono essere utilizzati solo ed esclusivamente in ambito ospedaliero e devono essere somministrati tassativamente da personale sanitario specializzato.

Nota Bene

Per ulteriori informazioni in merito alle controindicazioni all'uso dei farmaci per l'induzione del parto, è necessario rivolgersi al medico e fare riferimento ai foglietti illustrativi delle specialità medicinali che si devono impiegare.


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Ultima modifica dell'articolo: 14/09/2018

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