Ipercheratosi

Generalità

L'ipercheratosi è un ispessimento dell'epidermide, causato da un'alterazione quantitativa dei cheratinociti. L'iperproliferazione di queste cellule - diffusa o circoscritta - si traduce in formazioni più o meno rilevate sul piano cutaneo.

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L'ipercheratosi interessa principalmente l'ambito dermatologico, ma può essere correlata anche ad eventi morbosi a carattere sistemico.

In qualche caso, questo disordine è l'espressione di una risposta adattativa dell'epidermide, attraverso la quale la pelle diventa più resistente a sollecitazioni meccaniche continue e prolungate nel tempo (così accade, ad esempio, nel caso delle cosiddette callosità o "calli"). In pratica, si tratta di un meccanismo di difesa che il corpo attua per proteggere la superficie cutanea.

Altre volte, l'ipercheratosi è l'espressione di processi patologici locali o sistemici, quali infiammazioni, infezioni (es. papilloma virus), esposizione cronica ai raggi ultravioletti e dismetabolismi.

Il trattamento dell'ipercheratosi varia a seconda della malattia di base, ma si avvale, di solito, dell'impiego di pomate, paste o soluzioni cheratolitiche, che hanno la capacità di asportare, ammorbidendole, le porzioni di pelle ispessite.

Come è fatta la pelle (in breve)

La pelle (o cute) appare come un sottile tessuto, ricoperto da peli e piccole imperfezioni. In realtà, questa è composta da tre strati principali, ciascuno dei quali svolge funzioni diverse e, a loro volta, sono suddivisi in ulteriori zone. 

  • Epidermide (parte più superficiale): è lo strato epiteliale della pelle, che rappresenta l'impalcatura esterna di quest'organo, nonché la componente cutanea a diretto contatto con l'ambiente. L'epidermide è costituita da diverse "zone" (dallo strato più profondo alla superficie: basale, spinoso, granuloso, lucido e corneo) che rispecchiano il ciclo vitale delle cellule epiteliali presenti: i cheratinociti. Nell'epidermide, lo strato corneo è lo strato cellulare più esterno; questo è formato da 20 a 30 lamine cellulari, che assomigliano a "tegole" sovrapposte ("squame cornee") che determinano la cheratinizzazione della cute e la sua protezione. Le cellule che formano queste lamine sono prive di nucleo e presentano una consistenza dura; ognuno di questi elementi è destinato a staccarsi e cadere tramite desquamazione, per essere sostituita da nuovi elementi. Lo strato corneo è tanto più spesso quanto più risulta esposto ad insulti meccanici: il suo spessore è molto accentuato, ad esempio, sul palmo delle mani e sulla pianta dei piedi.
  • Derma (strato intermedio): è formato da tessuto connettivo, molle ed elastico. Il derma è percorso da capillari, vasi linfatici e recettori nervosi (strato papillare). Inoltre, questa porzione permette alla pelle di mantenersi elastica e tesa, consentendo un'adeguata protezione di tutto il corpo (strato reticolare).
  • Ipoderma o sottocute (strato più profondo): collega il derma e l'epidermide ai tessuti interni, permettendo l'ancoraggio su muscoli ed ossa ed assecondando l'aderenza della pelle durante il movimento del corpo.

Cos’è

Ipercheratosi: di cosa si tratta?

L'ipercheratosi è un disturbo della cheratinizzazione nel quale si osserva un aumento eccessivo dei cheratinociti, cioè delle cellule che costituiscono la parte più superficiale della pelle (strato corneo).

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Tendenzialmente, l'alterazione cutanea si viene a verificare come risposta ad un insulto esterno, come sollecitazioni meccaniche continue e prolungate nel tempo o fenomeni di sfregamento su quella specifica porzione cutanea. L'ipercheratosi plantare si può presentare, ad esempio, sotto forma di calli o duroni.

In altre occasioni, il disturbo è l'espressione di processi patologici, quali infiammazioni, infezioni (come quella da papilloma virus) e malattie genetiche. L'ipercheratosi può essere, inoltre, il risultato dell'esposizione cronica alle radiazioni solari.

Cheratinociti: breve nota

  • I cheratinociti sono le cellule più superficiali dell'epidermide, il cui nome deriva dalla proteina filamentosa, molto stabile e resistente, che essi contengono: la cheratina. Questa contribuisce a rendere lo strato esterno della pelle resistente allo sfregamento, all'irritazione ed alla pressione.
  • I cheratinociti nascono dallo strato germinativo e risalgono gradualmente in superficie; durante il percorso, questi elementi vanno incontro ad una degenerazione che si conclude con il differenziamento terminale (ossia con la morte delle cellule) e la desquamazione della pelle.

Cause

L'ipercheratosi è una delle più frequenti anomalie della cheratinizzazione.

Questa può essere condizionata da una predisposizione genetico-familiare oppure si manifesta in correlazione a differenti disturbi con interessamento cutaneo. Spesso, l'ipercheratosi è conseguenza di un'infiammazione o di un'irritazione cronica, conseguenti all'esposizione di stimoli meccanici, infettivi e tossici.

Le forme di ipercheratosi acquisite, tipiche dell'adulto, possono insorgere in seguito a patologie locali o generali, di vario tipo (es. endocrino-metaboliche, oncologiche, infiammatorie ecc.) o di natura imprecisata.

Disturbi della cheratinizzazione: quali sono?

Le anomalie del processo di cheratinizzazione sono un gruppo di patologie cutanee che coinvolgono lo strato corneo, cioè la parte più superficiale della pelle.

Per semplicità, queste patologie sono classicamente suddivise in:

  • Quantitative, come l'ipercheratosi;
  • Qualitative, come le discheratosi e la paracheratosi.

L'ipercheratosi è una condizione nella quale si assiste ad un ispessimento dello strato corneo dell'epidermide. Le aree interessate da questo processo presentano quantità molto elevate di cheratina. Nell'ipercheratosi, le cellule dello strato corneo sono prive di nucleo, quindi in linea con la normale citologia.

Ipercheratosi: quali sono le patologie in cui si manifesta?

In ambito dermatologico, l'ipercheratosi si presenta sotto diverse forme, che comprendono:

  • Calli: tendono a svilupparsi nelle parti del corpo maggiormente esposte allo sfregamento o alla pressione, come pianta del piede e palmo delle mani. Questi stimoli inducono alla formazione di uno spesso strato di cellule cheratinizzate che si raggruppano e si solidificano, dando luogo alle caratteristiche protuberanze. Per alcune persone, i calli rappresentano dei semplici inestetismi, per altre la loro presenza si associa a fastidio e prurito;
  • Eczema: si tratta di un'infiammazione della pelle, che può svilupparsi in seguito ad irritazioni, esposizione ad agenti chimici e reazioni allergiche. Questa patologia può provocare prurito, arrossamento e piccole bolle e viene spesso confusa con un'altra malattia infiammatoria della pelle: la psoriasi;
  • Lichen planus: è caratterizzato dalla comparsa di piccole pustole all'interno della bocca e, spesso, è causato da un problema del sistema immunitario;
  • Verruche: sono piccole escrescenze della pelle causate da un'infezione da papilloma virus (HPV). Questa si trasmette per contatto diretto con persone che presentano già una verruca oppure attraverso superfici contaminate (es. camminando a piedi scalzi in piscine o palestre);
  • Cheratosi seborroica: si tratta di neoformazioni benigne (non cancerose) che appaiono come escrescenze rilevate della pelle dal colorito brunastro e dimensioni estremamente diverse (da un millimetro a qualche centimetro). Queste lesioni simili a papule possono apparire in viso, sulle braccia o sulle gambe. La presenza di queste escrescenze non provoca dolore; tuttavia, se qualcosa le irrita, potrebbero indurre prurito e risultare molto fastidiose. Le cause di questa condizione sono ancora sconosciute, ma si pensa sia altamente predisponente una condizione genetica favorevole;
  • Cheratosi pilare: detta anche cheratosi follicolare, è un disturbo abbastanza comune, contraddistinto da un accumulo di cheratina a livello degli orifizi dei bulbi piliferi, in determinate aree cutanee. L'insorgenza della cheratosi pilare coincide con la comparsa di papule puntiformi, simili a granuli, in genere ruvide e palpabili al tatto, che tendono spontaneamente alla risoluzione. La cheratosi pilare può colpire sia i bambini, sia le persone adulte. La causa è sconosciuta, ma è stata ipotizzata un'implicazione genetica;
  • Cheratosi attinica: è una patologia benigna precancerosa che si caratterizza per la presenza di una o più squame eritematose e ruvide sulla cute, soprattutto a livello di viso, gambe, braccia, dorso delle mani e cuoio cappelluto. Queste lesioni sono causate spesso da un'eccessiva esposizione ricorrente ai raggi solari (fotoesposizione cronica) e possono potenzialmente trasformarsi in cancro della pelle. Talvolta, la cheratosi attinica è anche responsabile di prurito e lesioni rosso-brunastre simili a verruche.

Le forme d'ipercheratosi più particolari sono:

  • Ipercheratosi epidermolitica (o ittiosi epidermolitica): è un disordine genetico, fortunatamente molto raro, caratterizzata da un'alterazione cheratinocitica di notevole gravità;
  • Ipercheratosi subungueale: variante che interessa il letto ungueale o lo strato cutaneo sottostante il margine libero dell'unghia. Le cause determinanti questo tipo d'ipercheratosi sono patologie come la psoriasi o le infezioni micotiche. Il mancato trattamento conduce alla perdita definitiva dell'unghia (onicolisi).

Pelle, ma non solo

L'ipercheratosi si può riscontrare anche in ambito ginecologico, quindi nelle condizioni patologiche riguardanti l'apparato genitale femminile. In tal caso, la patogenesi è determinata soprattutto dall'infezione da HPV e la trasmissione è sessuale, per cui il soggetto infetto potrà presentare un'ipercheratosi a livello vulvare, vaginale e/o cervicale. Per lo stesso motivo, le cellule ipercheratosiche possono essere osservate nel cavo orale (ipercheratosi linguale o gengivale).

Sintomi

L'ipercheratosi determina un ispessimento che si manifesta in formazioni più o meno rilevate sulla pelle o sulle mucose.

Questo disordine può presentarsi in tutte le parti del corpo, coinvolgendo l'intera cute (in tal caso, l'ipercheratosi delinea un quadro d'ittiosi) o selettivamente alcune aree, come il palmo delle mani o la pianta dei piedi (ipercheratosi palmo-plantari).

L'aumento dello spessore dell'epidermide può associarsi ad una serie di manifestazioni dermatologiche, come prurito e comparsa di squame. Le forme più comuni di ipercheratosi non sono associate a dolore.

Diagnosi

L'ipercheratosi va opportunamente valutata da un medico specialista in dermatologia.

La diagnosi può implicare:

  • La raccolta dei dati anamnestici personali e familiari;
  • L'esame obiettivo dell'area della pelle o delle mucose coinvolte, soprattutto in corrispondenza di eventuali calli, verruche e placche;

In alcuni casi, può essere richiesta una biopsia, quindi la rimozione di una piccola porzione di tessuto da analizzare in laboratorio. Quest'accertamento permette di definire o escludere se l'ipercheratosi è conseguenza di processi infiammatori, tumorali, degenerativi o di altro tipo.

Trattamento

Il trattamento dell'ipercheratosi può variare in base alla patologia di base, alla zona del corpo interessata e alla gravità della condizione. In generale, lo scopo è quello di rendere più morbida la pelle e di rimuovere l'ispessimento di cheratina.

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La maggior parte delle forme di ipercheratosi sono localizzate in aree specifiche del corpo e correlano ad una buona prognosi. La cheratosi attinica può dar luogo ad un tumore della pelle, per cui richiede una maggiore attenzione. In tal caso, l'ipercheratosi va monitorata con una cadenza stabilita dal clinico (ad esempio, ogni sei-dodici mesi), in modo da tenere sempre sotto controllo la progressione o meno delle lesioni.

Come si cura l'Ipercheratosi?

In generale, le strategie disponibili per rimediare al problema si basano prevalentemente su tre interventi d'azione:

  • Farmaci ad uso topico: è un tipo di trattamento che viene scelto quando l'ipercheratosi riguarda una zona circoscritta del corpo. Questi medicinali contengono, di solito, acido salicilico ed urea e vanno applicati localmente, in corrispondenza delle manifestazioni cutanee. L'acido salicilico ha una funzione cheratolitica, in grado di sciogliere lo strato corneo dell'epidermide e ne favorisce l'esfoliazione, rendendo la pelle più morbida ed idratata.
  • Farmaci sistemici: sono somministrati in base all'entità della malattia; il ricorso a questi medicinali è indicato quando l'ipercheratosi e le manifestazioni ad essa associate sono diffuse e riguardano contemporaneamente più distretti del corpo;
  • Fototerapia: vengono utilizzate sorgenti artificiali di raggi UVA ed UVB, calibrati in maniera specifica per il singolo caso.

In presenza di calli e verruche si consigliano, in genere, altre terapie. Per i calli basta applicare un'imbottitura o una protezione sull'area interessata per ridurre il dolore (es. plantari ortopedici), mentre le verruche possono essere eliminate congelandole (ad esempio, mediante crioterapia, azoto liquido ecc.) oppure trattandole con il laser. In ogni caso, è opportuno attenersi strettamente alle indicazioni fornite dal dermatologo o dal proprio medico di base.


Ultima modifica dell'articolo: 23/07/2018

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