DHA - Acido Docosaesaenoico

Generalità

Il DHA (22:6 n-3 o acido docosaesaenoico) è un acido grasso semiessenziale della serie omega tre.
Il DHA è presente in discrete quantità nel pesce, in modo particolare nel salmone, nello sgombro, nelle sardine, nelle aringhe, nel tonno e nelle alici (pesce azzurro).
DHAAncor più rappresentato nell'olio ricavato da questi animali, il DHA si trova in buone quantità anche in alcune microalghe di cui, non a caso, i pesci si nutrono.
Al di fuori di questi cibi, le fonti alimentari di DHA sono particolarmente scarse; lo troviamo in piccole quantità nella carne, specie se l'animale è stato alimentato con farine di pesce o semi di lino (in questo caso è presente anche nelle uova degli ovipari, come la gallina).
A testimonianza della sua essenzialità per l'organismo umano, il DHA è presente anche nel latte materno, mentre è assente in quello vaccino e nei suoi derivati, così come negli oli vegetali.
Da questa constatazione nasce la recente pratica di integrare l'alimentazione della gestante e della nutrice con DHA, al fine di garantire il corretto sviluppo del tessuto cerebrale, dell'acuità visiva e delle capacità cognitive del feto e del neonato.
Molte aziende specializzate nella produzione di latte adattato aggiungono DHA ai loro prodotti per avvicinarne la composizione al latte umano.
Costituito da una catena a 22 atomi di carbonio - lungo la quale si distribuiscono sei doppi legami, di cui il primo tra il terzo e il quarto atomo di carbonio - il DHA è uno degli acidi grassi della serie Omega 3 più interessante per le possibili ripercussioni cliniche.DHA

Indicazioni

Perché si usa il DHA? A cosa serve?

Il DHA è un acido grasso essenziale, noto per le sue spiccate attività metaboliche.
Più precisamente, al DHA si attribuiscono:

In virtù di queste funzioni biologiche, la supplementazione con DHA si è rivelata utile in corso di ipercolesterolemia, ipertrigliceridemia ed aumentato rischio cardiovascolare, patologie neurologiche e neurodegenerative, eczema e patologie allergiche, retinopatie e patologie autoimmunitarie.
Ben caratterizzati sono anche gli effetti positivi del DHA sul normale sviluppo del sistema nervoso centrale del nascituro.

Proprietà ed Efficacia

Quali benefici ha dimostrato il DHA nel corso degli studi?

Il numero di studi relativi all'efficacia biologica e clinica del DHA è cresciuto esponenzialmente negli ultimi anni.
Questa ingente mole di letteratura ha consentito di chiarire alcuni aspetti molecolari che erano rimasti per molto tempo oscuri, e di individuare nuove applicazioni cliniche per il DHA.

DHA e metabolismo lipidico

L'importanza del DHA nel controllo delle dislipidemie è stata recentemente confermata da diversi trial clinici.
L'uso di 1,25 g di DHA si sarebbe infatti dimostrato efficace nel garantire, in poche settimane di trattamento, un decremento del 20% delle concentrazioni ematiche di trigliceridi.
Questo dato, combinato con l'azione antinfiammatoria ed antiossidante, sottolineerebbe l'utilità cardioprotettiva del DHA.

DHA e sviluppo fetale

Nonostante non vi sia ancora un'unanimità relativamente alle applicazioni pre-natali e neonatali, alcuni studi e autori sostengono l'utilità del DHA nel promuovere il corretto sviluppo del sistema nervoso centrale e della retina del nascituro.
Ulteriori lavori assocerebbero alla corretta assunzione di DHA nei primi mesi ed anni di vita un miglioramento del quoziente intellettivo.

DHA e patologie neurodegenerative

Le prime evidenze sperimentali sull'utilità neuroprotettiva del DHA sono state nel tempo seguite da studi clinici degni di nota.
La corretta assunzione di DHA sembrerebbe infatti ridurre l'accumulo di citochine infiammatorie, in parte coinvolte nella patogenesi di malattiche come l'Alzheimer, potendo pertanto ritardare l'aggravamento della malattia e le relative conseguenze sulla qualità di vita.
L'attività neuroprotettiva è stata ampiamente osservata anche sulle cellule retiniche ed in corso di patologie oftalmologiche, come la degenerazione maculare età correlata

DHA e patologie infiammatorie

La capacità del DHA di controllare la produzione di citochine infiammatorie ha facilitato l'impiego di questo nutriente nella gestione di numerose condizioni patologiche pro-infiammatorie.
Fibrosi cistica, artrite reumatoide, patologie infiammatorie dell'intestino, disturbi della fertilità maschile e patologie allergiche sarebbero alcune delle principali entità cliniche che trarrebbero giovamento dall'adeguata integrazione con DHA.

Dosi e Modo d'uso

Come usare il DHA

Il dosaggio di DHA più caratterizzato ed efficace, per le positive ripercussioni metaboliche sul profilo lipidemico, è quello di 1-4 grammi giornalieri, nonostante la sua azione biologica si espleti già a dosi di 50-200 mg/die.
Al fine di evitare dannosi processi ossidativi, gli integratori a base di DHA dovrebbero contenere anche antiossidanti come il tocoferolo ed essere conservati al riparo da fonti di luce e calore.
Al fine di migliorarne assorbimento e tollerabilità, sarebbe opportuno assumere DHA durante i pasti.

Effetti Collaterali

L'uso di DHA si è generalmente rivelato sicuro e ben tollerato.
Talvolta è stata registrata la comparsa di dolori addominali, diarrea, eruttazioni e rigurgiti al sapore di pesce (in seguito all'assunzione di DHA estratto dall'olio di fegato di pesce).

Controindicazioni

Quando non deve essere usato il DHA?

L'uso di DHA è controindicato in caso di ipersensibilità al principio attivo o all'alimento da cui è stato estratto.

Interazioni Farmacologiche

Quali farmaci o alimenti possono modificare l'effetto del DHA?

Nonostante non siano note interazioni farmacologiche degne di nota, sarebbe opportuno considerare che l'effetto antitrombotico del DHA potrebbe alterare il profilo coagulativo in pazienti sottoposti a terapia antiaggregante o antitrombotica.

Precauzioni per l'uso

Cosa serve sapere prima di prendere il DHA?

L'uso di DHA durante la gravidanza, durante l'allattamento e nei primi anni di vita dovrebbe essere supervisionato da personale medico.



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Ultima modifica dell'articolo: 20/03/2018